Bellezza

pubblicità
Parco Nazionale d'Abrzzo

Parco Nazionale d'Abrzzo

Il Parco nazionale d''Abruzzo è il parco storico più conosciuto e meglio conservato dell''intera dorsale appenninica. Si estende sull''estremo settore meridionale dell''Appennino abruzzese, toccando tre regioni: Abruzzo, Lazio e Molise. Racchiude 5 comprensori: l''Alto Sangro, la Marsica Fucense, la Valle Peligna, la Valle di Comino e le Mainarde.

Speciale Parchi Nazionali:
- Gran Paradiso
- Lo Stelvio
- Le Dolomiti Bellunesi
- Il Parco d''Abruzzo

Di prossima pubblicazione
:
- Il Circeo
- Il Gargano
- Il parco della Calabria
- Il Pollino

Superficie

Occupa un''area di 44.000 ettari nelle province dell''Aquila, di Frosinone e d''Isernia. Spazi intorno per circa 60.000 ettari sono stati classificati zone di protezione esterna.

Da Roma e da Pescara, attraverso il Passo del Diavolo con la statale Marsicana fino a Pescasseroli, il centro principale dell''area, e poi, attraversando il parco, ad Alfedena. Da Napoli fino a Cassino, poi per Atina, S.Donato e la Forca d''Acero fino a Opi. Premesso che Pescasseroli è un''attrezzata località sciistica la preferenza va indirizzata alla stagione estiva e pre autunnale. Il Parco infatti è organizzato per escursioni estive e ricerche naturalistiche con 154 itinerari, 4 centri di visita e 10 rifugi montani.


Il comprensorio è costituito da rocce calcaree, con erose vette al di sopra dei 2.000 metri. E'' su parte di questi spazi affascinanti coperti da foreste, pascoli, radure, vallate popolate da una preziosa fauna che, fin dal secolo scorso iniziò una sia pur parziale tutela, con la creazione di una riserva per la caccia all''orso e al camoscio. Il Parco nazionale fu istituito nel 1923 e negli anni 1925-1926 fu ampliato fino a portarlo ad una superficie di 300 km quadrati. Dopo decenni di degrado, negli anni ''70 è iniziata una riorganizzazione che ha portato ad un ulteriore ampliamento ed alla attuale ripartizione dei comprensori. Alla natura calcarea delle rocce si sostituisce in alcune zone la tipica forma carsica: piccole conche asciutte e pietrose,doline, tratti con rada vegetazione cespugliosa e grotte sui fianchi dirupati. La cima maggiore è il Monte Petroso, seguita dal Monte Mansicano e da La Meta, tutte superiori ai 2.000m. La quantità delle piogge favorisce copiose sorgenti, soprattutto nel Sangro. Nelle parti più alte dei rilievi il glacialismo quaternario ha lasciato tracce evidenti, con circhi glaciali e avanzi morenici. Di particolare interesse al riguardo sono i monti della Meta. Nel Parco nasce il fiume Sangro, sono Presenti due laghi artificiali quelli di Barea e di Grottacampanaro ed uno naturale,il bellissimo lago Vivo, alimentato sia da sorgenti proprie che dallo scioglimento delle nevi.


Il parco protegge la più grande foresta di latifoglie della penisola. Le foreste, con boschi misti immense faggete, coprono i due terzi della superficie totale e sono a volte così compatte da sembrare impenetrabili. Nelle zone più elevate si estendono le praterie, in apparenza deserte, ma in realtà vive per la presenza di flora e fauna eccezionali. Ginepro, mirtillo e uva ursina sono le varietà cespugliose più note. Numerosissime le varietà di flora endemica; tra i fiori troviamo la più bella delle nostre orchidee spontanee, la Scarpetta di Venere, presente solo in una ristretta area del parco. Ad essa si aggiungono il giglio martagone, il giglio rosso, il botton d''oro, la peonia, la genziana e il giggiolo morsicano. A queste specie bisogna aggiungere muschi, licheni e funghi. Lungo le sponde dei corsi d''acqua cresce una ricca vegetazione igrofila con il carpino bianco, il tiglio e l''ontano nero; ancor più frequenti il frassino, il pioppo bianco e nero, il salice bianco ed il nocciolo.


Il Parco nazionale d''Abruzzo fu istituito per salvare dall''estinzione l''orso marsicano ed il camoscio abruzzese. Furono le glaciazioni a spingere fino all''Appennino animali con caratteri prevalentemente nordici, che qui, in luoghi boscosi e poco accessibili, hanno potuto stanziarsi e vivere in piccoli gruppi, protetti dalla caccia indiscriminata. L'' orso marsicanoè l''animale più emblematico: di corporatura imponente e colorito bruno, l''orso ha un carattere mite e si ciba soprattutto di tuberi, frutti, piccoli animali, costituendo raramente un pericolo per i greggi o i pastori. D''inverno cade in letargo in grotte o anfratti, risvegliandosi all''inizio della primavera. Un forte impulso al ripopolamento è stato dato con il camoscio d''Abruzzo, in continuo incremento. Altri mammiferi reintrodotti sono il cervo e il capriolo. Malgrado la sua pericolosità, il lupo appenninico è tuttora una specie protetta, contro il rischio d''estinzione della specie. Nel Parco troviamo molti altri carnivori: la volpe, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la martora, la donnola e altri ancora. Tra gli uccelli primeggiano l''aquila reale ed il gufo reale; pure importanti sono il falco pellegrino, l''astore e il raro picchio dal dorso bianco. Tra i piccoli passeriformi possiamo ricordare il sordone, il culbianco, il fringuello, il codirosso spazzacamino, lo spioncello, il gracchio corallino e quello alpino. Gli anfibi più interessanti sono la salamandra pezzata e la salamandra con gli occhiali. Segnaliamo infine tra i rettili la piccola vipera dell''Orsini, specie rara e non letale per l''uomo.

pubblicità