Geshe Jampa Gyatso,
guida spirituale ripreso in occasione della presentazione della mostra fotografica
dedicata a KidAid.

Foto: Anthony Favazza


 
 
   

Un grande Lama tibetano: Geshe Jampa Gyatso

 
 

 
Dal 1980 é il lama residente dell'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa).
Dopo molti anni di studio all'Università monastica di Sera, in Tibet, ha terminato i propri studi in India, dove ha ottenuto il titolo di Geshe Larampa, la qualifica più prestigiosa del panorama accademico tibetano.
Geshe Là non solo risultò tra i primi dodici qualificatesi per questo prestigioso titolo, ma venne ripetutamente scelto per rappresentare la crema dell'intellighencija tibetana in vari concorsi e iniziative accademiche e culturali, sino alla qualifica di Geshe Tantrico riconosciutagli dalla Ghelupa Society.

courtesy by ILTK Pomaia (Pisa) www.iltk.it

 

 
KidAid: lettera aperta
 

 
Cari Ricky e Serenella,
con la presente desidero innanzitutto salutarvi e ringraziarvi per la vostra iniziativa a favore dei profughi e rifugiati tibetani, laici e monaci, che attualmente vivono in esilio in India. Come saprete, in questo particolare periodo storico, il popolo tibetano a seguito dell'occupazione forzata del Tibet da parte dei militari Cinesi avvenuta nel 1959 sta attraversando un difficile momento, direi quasi cruciale per la sua sopravvivenza etnica e culturale.
C'è bisogno di informazione per far conoscere che in Tibet è in atto un progressiva intensificazione del processo di sinizzazione dei tibetani attraverso la riduzione dell'uso della lingua tibetana nell'insegnamento scolastico, e per far conoscere che molti diritti civili e democratici attualmente sono stati aboliti. Inoltre, c'é anche bisogno di un qualche aiuto economico per quei profughi tibetani che continuamente giungono in India per riunirsi ai propri familiari o per seguire la loro guida spirituale: il XIV Dalai Lama.
Il governo tibetano in esilio e i vari monasteri attualmente si stanno impegnando per il loro sostentamento e i loro bisogni essenziali, ma ciò che possono offrire è solo il minimo indispensabile.
Sulla base di queste specifiche necessità, e per la preservazione del popolo e della cultura tibetana, mi sento in dovere di fare appello alla generosità degli italiani sensibili a queste difficoltà, con la richiesta di prendere a cuore la sorte di questo popolo e aiutarlo in qualche modo.
Grazie per la vostra gentilezza e la vostra azione a sostegno del popolo tibetano

Geshe Jampa Gyatso